Dove è iniziata…

Da dove è iniziata la passione per la Citroën DS? Semplice: avevo tra gli otto e i dieci anni ed ero in vacanza a Riccione come tutti gli anni nell’hotel (o meglio “pensione”, allora si chiamavano cosi) e v’era un villeggiante francese con questa particolare vettura. Di fronde all’albergo, nel parcheggio sotto gli alberi, la DS tutto il giorno stava completamente radente al suolo, sembrava sdraiata come seduta in attesa di un evento. Era alla sera che il suo proprietario la metteva in moto e piano piano magicamente l’automobile si alzava prima dietro e poi davanti ed io rimanevo ammirato a guardarla mentre mio padre si prodigava a spiegarmi perché accadesse questa stranezza. Poi come se avesse preso vita si allontanava come sospesa sulla strada.

Passa qualche anno, ho la libertà di muovermi solo o con amici e in città, scopro in una via del centro storico di Reggio Emilia un’officina di autovetture, sono tutte Citroën e in particolare DS: hanno in cofano aperto e sono in attesa di essere riparate. Spesso andavo ad ammirarle e forse il meccanico si sarà chiesto che cosa facesse quel ragazzino lì fuori; ero innamorato di quella vettura che rappresentava il mio sogno.

Il sogno lo concretizzai a ventitré anni quando fra tante difficoltà e indecisioni relative alle condizioni economiche acquistai la mia prima DS. Incominciai a viaggiare e tuttora continuo su un’auto dal fascino inarrestabile, dall’eleganza estrema, dal confort ineguagliabile, e dalle sue forme esclusive. Linee raffinate e sensuali che mi piace paragonare a quelle filanti di un meraviglioso delfino.

E oggi quando metto in moto la mia DS, spesso vedo un bambino che rimane affascinato mentre l’auto si alza e chiede il perché al suo papà:

magie della Citroën DS… che si ripetono.

 

DOVE È PROSEGUITA…

Spesso nelle ambizioni di un collezionista nasce la voglia di organizzare un ritrovo per il modello che si ama. Non esiste una motivazione logica, ma è così. Il motivo, l’unico che mi sovviene, è quello di potersi confrontare e condividere con altri amanti la stessa passione, per creare nuove amicizie, o avere la soddisfazione e il vanto di far arrivare tanti veicoli nella propria città.

Così è iniziato anche per me un percorso emozionale, un percorso di tanta passione per una straordinaria vettura: la Citroën DS.

Gli incontri sicuramente rimangono nella memoria sia di chi organizza sia di chi partecipa, il successo gratifica enormemente, ma quello di cui sono particolarmente orgoglioso e fiero e che rimarrà indelebile nel tempo presente e futuro sono i tre libri fotografici in bianco e nero che ho realizzato con Cesare Di Liborio. Li trovate su questa piattaforma sia con le fotografie, sia con i testi e le presentazioni.

L’ha disegnata un italiano: Flaminio Bertoni, ma in molti avrebbero voluto farlo. Nel nuovo corso del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, nella parte conclusiva del percorso vi sono una serie di strutture riservate ai più grandi designer del mondo automobilistico a cui sono state poste diverse domande; una di queste è: “INVIDIA, l’auto che avrei voluto progettare”. Ebbene: Walter Maria de Silva, Marcello Gandini, Fabrizio Giugiaro, Giorgetto Giugiaro, Leonardo Fioravanti e Aldo Brovarone hanno dichiarato che avrebbero voluto concepire la Citroën DS.

Se questi importanti progettisti avrebbero voluto essere gli autori delle linee di questa automobile un motivo valido sicuramente esiste…

La bellezza e l’armonia delle sue forme avvince e affascina.

La bellezza in genere si mostra, sta a noi riconoscerla e coglierla.

La bellezza della DS è la stessa che ammiro oggi come ammiravo già da ragazzino.

                                                                                        Gianni Marchetti


Flash: un modo per raccontare e raccontarsi

“È atterrata un’astronave, o è scesa una Dea”

All’improvviso tutte le altre automobili appaiono antiquate e noiose: questo è l’effetto suscitato dalla DS sul pubblico che, al Grand Palais di Parigi durante il Salon de l’Automobile nel 1955, assiepa lo stand della Citroën. L’ha disegnata un italiano, Flaminio Bertoni (1903-1964). Queste parole sono sempre le stesse, si ripetono a significare la straordinaria sensazione che si ebbe quando questa vettura fu presentata.

Precisamente è il 6 ottobre, i visitatori rimangono stupiti dalla sua originalità e dalla sua bellezza, sembra un’astronave, non si era mai visto un modello così particolare, ma affascinante e ammaliatore. Sta di fatto che il pubblico decreta l’immediato successo a tal punto che vengono raccolte 750 vendite in 45 minuti che diventarono 12.000 alla fine della giornata della presentazione.

La DS stupì poi i primi proprietari, la macchina sembra dotata di vita propria, si alza si abbassa si inclina dondola ondeggia ma mantiene sempre costante l’assetto: questo è frutto del suo innovativo impianto idraulico che collega sospensioni sterzo frenatura e cambio semiautomatico. In questo modo si raggiunse lo scopo di avere velocità, confort, sicurezza. Il progetto dal punto di vista stilistico fu legato all’inventiva di Flaminio Bertoni, italiano alla corte della Citroën coadiuvato da André Lefebvre, l’innovazione stilistica fu paritaria con l’innovazione tecnica.

Autovettura dall’eleganza estrema ha fatto dello stile il suo successo, che ancora oggi affascina in maniera incondizionata. Consolidando l’appellativo attribuitogli negli anni di vera opera d’arte della produzione industriale. La DS est une œuvre d’art.

Effettivamente la Citroën DS è un opera d’arte, e in occasione della Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea (FIAC) a Parigi nel 2005 durante i festeggiamenti del Jubilé 2005: esponendo pezzi, opere e fotografie dell’auto, si era sancito ufficialmente: la DS est une œuvre d’artovvero“la DS è un opera d’arte”. Quindi un’opera d’arte ha potuto nascere dal suo progettista o ancor meglio dal suo scultore che ne modellò le affascinanti e intramontabili forme. Flaminio Bertoni, eclettico e fantasioso artista, scultore, disegnatore e inventore nacque a Varese, dopo varie esperienze italiane approdò alla Citroën e fu il padre del disegno stilistico che ha segnato una rivoluzione nella linea del settore automobilistico, ma non solo pure affermato e conosciuto per le sue innumerevoli mostre artistiche nella capitale francese. In una sintesi un vero artista.

Autovettura dall’eleganza estrema ha fatto dell’eleganza il suo successo, divenendo nel ventennio di produzione (1955-1975) il simbolo del glamour parigino; fu la vettura di presidenti, personalità, attori e personaggi dello spettacolo.

L’incontro di Reggio Emilia ha sempre vissuto in simbiosi con la grandeur espressa della Citroën DS, eleganza, classe, fascino e nell’arco di diciotto anni ha raggiunto, con un trend in continua crescita, la leadership degli avvenimenti italiani (di questo settore) con un livello qualitativo rilevante. Ha espresso e continua a esprimere con una serie di nuove idee e proposte la migliore qualità organizzativa che si possa trovare in Italia in manifestazioni “monomarca” dedicate a questo modello.

Per la terza volta ho creduto nell’arte fotografica del fotografo e amico Cesare Di Liborio.

Una serie di fotografie rimangono per sempre, rimangono nel futuro, e poi la grande forza e il fascino dello scatto in bianco e nero; è indissolubile nel tempo.

Tre modi diversi di raccontare una Dea, tre volumi da conservare gelosamente nella libreria del vero appassionato (e non) di questa opera d’arte della produzione industriale. Perché quando il possessore della DS riapre questi libri (anche qualora non lo sia più); nasce o rinasce una sensazione di ammirazione per questo veicolo e in più i ricordi ripercorrono viaggi, tragitti, avventure, vicende, episodi di anni a bordo di questo affascinante salotto viaggiante.

Durante il Concorso di Eleganza a Villa d’Este di alcuni anni fa con una giuria composta da designer o da direttori del designer è stato espresso: la bellezza attraversa il tempo, certe vetture come la Citroën DS attraversano il tempo.

Ma non solo, in una intervista a un noto mensile dedicato alle auto storiche di qualche tempo fa, il designer Giorgetto Giugiaro rispondeva alla domanda: quale autovettura avrebbe voluto creare? «Avrei voluto avere l’età per disegnare la “DS 19”, è la vettura che è nata quando io ho cominciato a entrare nel mondo dell’auto. La DS 19 una vettura inimitabile, fuori dagli schemi, assolutamente senza alcun riferimento a quello che era allora il mondo dell’auto.

Oggi le auto dopo quattro anni sono ormai super vecchie, una volta duravano tantissimi anni».

In una puntata della trasmissione televisiva Easy Driver, in una intervista a Walter de Silva (responsabile di importanti case costruttrici europee e vincitore dei premi: Design Award nel 2010 e Compasso d’Oro conferito nel 2011) gli è stata posta la domanda: quale fosse la migliore auto prodotta e quale avrebbe voluto disegnare: senza esitazione ha risposto: la Citroën DS. Continuando spiegando alcuni motivi: design in rapporto alle scelte progettuali, la tecnica, i materiali, i costi, ecc., concludendo con l’affermazione:

“quella non è una semplice auto: è un organismo”

                                                                                        Gianni Marchetti